Per capire la legislazione ambientale bisogna districarsi in un intricato intreccio di normative dell’UE e del Regno Unito. Entrambi i sistemi danno priorità a quattro principi chiave: precauzione, prevenzione, correzione alla fonte e “chi inquina paga”. Tenendosi aggiornate sui Programmi d’azione ambientali e sull’Environment Act 2021 del Regno Unito, le aziende possono anticipare le normative in arrivo e passare da un approccio reattivo a uno proattivo in materia di conformità.
La legislazione può essere un insieme molto complesso, composto da leggi, decreti, disegni di legge, trattati, regolamenti e direttive. Ognuno di questi ha un significato diverso, in alcuni casi una tempistica specifica, una gerarchia e, di solito, un piano generale. Una volta compresa la terminologia relativa ai vari tipi e alle diverse fasi, puoi usarla per avere un po’ di preavviso su ciò che sta per arrivare, guadagnando così più tempo per prepararti. Conoscere il processo ti aiuta a capire quando la normativa sta per assumere la sua forma definitiva.
Questo articolo è troppo breve per fornire tutti i dettagli, quindi ecco una sintesi di dove cercare per capire in che direzione sta andando la legislazione ambientale e dove trovare maggiori informazioni.
Europa
All’interno dell’UE, il diritto dell’Unione prevale su quello nazionale, e il processo legislativo coinvolge tutti gli Stati membri, con regole precise sui livelli di consenso e sulle modalità di voto in ogni fase. Si tratta quindi di un processo inclusivo, ma lento. Gli Stati membri possono emanare leggi proprie, e lo fanno, ma queste non devono essere in contrasto con le leggi dell’UE. Questo articolo non può trattare tutte le diverse procedure in materia di diritto ambientale dei vari paesi membri, ma conoscere le leggi dell’UE ti permette di capire i requisiti che tutti gli Stati membri sono tenuti a rispettare.
I trattati ne costituiscono le basi, e ce ne sono diversi che riguardano le questioni ambientali, compreso il principio fondamentale secondo cui l’UE dovrebbe assumersi la responsabilità generale della politica ambientale, che comprende il cambiamento climatico, i rifiuti e l’inquinamento. Si tratta tutte di questioni transfrontaliere.
L’approccio ambientale dell’UE si basa su quattro principi fondamentali:
- Il “principio di precauzione” – evitare di intraprendere azioni che potrebbero causare danni in assenza di una certezza scientifica sufficiente per poter gestire efficacemente il rischio
- La prevenzione dei danni ha la priorità rispetto alla riparazione: è molto più efficace (e di solito anche più conveniente)
- Se si è verificato un danno, chi lo ha causato deve porvi rimedio alla fonte
- “Chi inquina paga”: i costi per prevenire o riparare i danni dovrebbero essere a carico di chi inquina. Le leggi sulla responsabilità del produttore rientrano in questo principio.
L’UE definisce regolarmente dei Programmi d’Azione Ambientali, ciascuno della durata di diversi anni – quello attuale èl’8° PAA e durerà fino alla fine del 2030 – e varia leggi per favorirne l’attuazione. Può trattarsi di nuove leggi o di modifiche a quelle esistenti, e non sempre si ricorre specificatamente a leggi ambientali, dato che ci sono molti punti in comune tra i vari ambiti. Un esempio sono le modifiche alla normativa vigente in materia di tutela dei consumatori, utilizzate per introdurre misure contro il greenwashing.
Leggere l’EAP ti dà un’utile anteprima delle prossime misure di controllo. Puoi trovare la versione attuale qui (ho inserito i link in inglese, ma puoi scegliere di passare a un’altra lingua).
Ci sono due modi principali per attuare la legislazione: i regolamenti e le direttive. Un regolamento è una norma di diritto primario, applicabile a tutti gli Stati membri. Una direttiva indica l’obiettivo da raggiungere, ma lascia agli Stati membri la libertà di introdurre o modificare le proprie leggi per raggiungerlo, fissando la data entro la quale ciò deve avvenire.
Qui puoi seguire l’iter legislativo dell’UE nelle sue varie fasi.
Regno Unito
Nel Regno Unito, il livello più alto della legislazione è costituito dalle leggi del Parlamento, mentre il livello immediatamente inferiore è rappresentato dagli strumenti normativi (SI), che contengono gran parte dei dettagli.
La legislazione ambientale del Regno Unito è stata rivista dopo la Brexit, e il nuovo documento chiave è l’Environment Act 2021. Si tratta, in un certo senso, di un piano, simile ai Piani d’Azione Ambientali (EAP) dell’UE, in quanto definisce gli obiettivi principali e include un quadro di riferimento per la definizione degli obiettivi, oltre ad alcuni obiettivi specifici. Le aree principali trattate sono la qualità dell’aria, la biodiversità, la qualità dell’acqua e la riduzione dei rifiuti. Inoltre, definisce i principi fondamentali, che sono molto simili a quelli dell’UE: l’integrazione, ovvero che la tutela ambientale debba essere integrata nelle politiche, e i principi di precauzione, prevenzione, correzione alla fonte e “chi inquina paga”. Anche in questo caso, conoscerlo bene ti aiuta a capire cosa ti aspetta.
Ci sono anche diverse leggi più datate, come la Legge sui cambiamenti climatici, e leggi approvate attraverso altri canali, come quello finanziario – dove si trovano molte norme in materia di rendicontazione – e quello urbanistico – che comprende alcune misure di tutela della biodiversità.
Anche i diversi paesi che compongono il Regno Unito possono avere le proprie leggi: la Scozia e il Galles presentano alcune differenze, mentre l’Irlanda del Nord, pur facendo parte del Regno Unito, fa ancora parte del mercato unico europeo ed è quindi soggetta a una serie di leggi dell’UE.
Per saperne di più sulla Legge sull’ambiente del 2021, dai un’occhiata qui; ci sono anche siti con linee guida generali sulla legislazione ambientale all’indirizzo www.gov.uk, oppure https://www.sepa.gov.uk per l’Agenzia scozzese per la protezione dell’ambiente, https://naturalresources.wales per il Galles e https://www.daera-ni.gov.uk per l’Irlanda del Nord.