Oggi le aziende che operano nel settore della grafica pubblicitaria e della stampa digitale devono ripensare radicalmente i propri processi produttivi. I flussi di lavoro digitali e le procedure automatizzate sono considerati la chiave di tutto. Quali soluzioni sono disponibili per il settore e a cosa bisogna prestare attenzione?

Agfa Asanti 8 è stato progettato come software di controllo centrale per la stampa di grande formato. Foto: Agfa

Tirature ridotte, scadenze serrate, costi in aumento… e già un altro dipendente è fuori gioco. Non c’è da stupirsi, quindi, che sempre più aziende del settore della stampa digitale e della grafica pubblicitaria stiano pensando di modernizzare radicalmente la propria attività. In questo contesto, il tema dell’automazione è spesso in primo piano a tutti i livelli.

Infatti, i processi gestiti da software lungo l’intera catena del valore possono aiutare a rendere la produzione di materiale pubblicitario, imballaggi e materiale per i punti vendita più trasparente, veloce e conveniente.

Spesso, in una produzione gestita da software, si riesce anche a ridurre la quantità di scarti. I dipendenti vengono sollevati dai compiti di routine e gli orari di lavoro si possono pianificare più facilmente. Questo garantisce un migliore equilibrio tra vita lavorativa e vita privata e rende i lavori nel settore della stampa e della grafica pubblicitaria attraenti sia per i professionisti qualificati che per i giovani talenti. Ecco perché non sono solo le medie e grandi aziende, ma sempre più spesso anche i liberi professionisti e le piccole imprese del settore della grafica pubblicitaria a cercare soluzioni di automazione.

Con la soluzione Epson Cloud Solution PORT, puoi controllare le stampanti professionali Epson anche da remoto. Foto: S. Angerer

Tutto inizia con il DAM

Al centro dei flussi di lavoro digitali ci sono i sistemi di gestione delle risorse digitali (DAM). Servono a gestire in modo strutturato i dati di produzione come layout, immagini, PDF di stampa o video. I predecessori dei prodotti odierni venivano già utilizzati all’inizio del nuovo millennio, soprattutto nelle agenzie pubblicitarie e nelle case editrici.

Il fatto che ormai siano diventati fondamentali anche per i tecnici pubblicitari e le tipografie digitali dipende soprattutto dal cambiamento nelle abitudini di acquisto dei responsabili della stampa. Sempre più spesso non ci si rivolge più a fornitori esterni di servizi di design. Intere campagne di grandi marchi vengono realizzate internamente e inviate al fornitore di servizi di stampa attraverso i canali più disparati. Ad esempio, come download da un server aziendale o da un file hoster, come dati dei clienti da un negozio online, o semplicemente via e-mail.

Spesso sono ancora necessari degli adeguamenti. Questo può portare a cicli di correzione infiniti e confusi. I processi di revisione e approvazione diventano complicati e soggetti a errori.

Ecco perché oggi i sistemi DAM, come ad esempio Adobe Experience Manager o Canto DAM, sono convenienti anche per le piccole aziende del settore pubblicitario. Questi software utilizzano l’intelligenza artificiale, così che la laboriosa operazione manuale di assegnazione delle parole chiave può essere quasi del tutto eliminata. Tramite interfacce applicative, i sistemi DAM monitorano la consegna dei dati. Si collegano ai flussi di lavoro grafici o di prestampa. Si crea così, fin dall’inizio, un flusso di lavoro trasparente senza interruzioni di formato né necessità di ricopiare i file.

I tavoli Kongsberg utilizzano la i-cut Production Console per leggere ed elaborare automaticamente i parametri di produzione. Foto: S. Angerer

Gestire i flussi di lavoro in modo digitale

I sistemi DAM semplificano la consegna, la creazione e la prestampa, rendendo queste fasi di lavoro più trasparenti. Le sfide per gli strumenti di workflow nella produzione sono ancora più complesse. Devono infatti collegare tra loro i dati degli ordini, i parametri di produzione e il controllo delle macchine sia nella stampa che nella finitura. Allo stesso tempo, i flussi di lavoro digitali richiedono cambiamenti organizzativi. I processi devono essere standardizzati e le responsabilità chiaramente definite.

Perché solo così soluzioni complete come Multipress di Dataline, con moduli di Management Information System (MIS) e software di fatturazione, o software basati sull’intelligenza artificiale per le tipografie digitali come Gelato Connect, possono davvero semplificarti il lavoro. I flussi di lavoro automatizzati che non sono affidabili, coerenti e sicuri perdono rapidamente il consenso del personale. Si creano così procedure non ufficiali e soluzioni alternative, con il risultato che l’automazione alla fine fallisce.

L’Open Software Initiative (OSI) del Gruppo Durst fa parte della Kyveris Sandbox. Foto: S. Angerer

Hardware e software insieme per una maggiore efficienza

Con la crescente importanza dell’automazione nel settore della stampa e della pubblicità, anche le soluzioni per il flusso di lavoro offerte dai produttori di macchinari stanno acquisendo sempre più rilevanza.

Un esempio è Agfa Asanti 8. Questa piattaforma è stata progettata come software di controllo centrale per la stampa di grande formato. La versione attuale è stata presentata al grande pubblico alla FESPA Global Print Expo di Barcellona a maggio 2026.

Punta molto sull’automazione, ad esempio attraverso la preparazione dei lavori basata su regole, il nesting intelligente e una stretta integrazione con i sistemi di finitura. Funzionalità come StackFlow dimostrano come anche i processi logistici possano essere supportati dal software, ordinando automaticamente i lavori di stampa in base alle destinazioni di consegna. Questi approcci, simili anche a quelli di Fiery Job Flow, puntano a una produzione industriale con un’elevata precisione di ripetibilità. Spesso vengono offerti come soluzioni cloud, cioè sono installati su server remoti e non richiedono manutenzione in loco.

Anche nel settore della lavorazione secondaria l’automazione è un tema centrale. I sistemi di taglio e fresatura, come i tavoli Kongsberg, utilizzano la i-cut Production Console, un software che acquisisce automaticamente i parametri di produzione dai dati a monte. Codici a barre, dati sui materiali e impostazioni predefinite degli utensili riducono gli interventi manuali e aumentano l’utilizzo delle macchine.

Quasi tutti i produttori di hardware del settore offrono soluzioni simili per processi organizzati e (parzialmente) automatizzati nella stampa e nella finitura. Per citarne alcuni: Zünd / Caldera Prime Center, la soluzione Epson Cloud Solution PORT o le soluzioni Canon Prisma Workflow.

L’importanza che i produttori di hardware attribuiscono ormai al software si capisce bene dagli investimenti. Ad esempio, a metà aprile 2026 Kornit Digital ha acquisito l’azienda olandese di software Print Factory. L’obiettivo è quello di potenziare ulteriormente la propria piattaforma.

Al momento, diversi operatori del mercato stanno seguendo strategie di questo tipo. Questo però porta facilmente alla creazione di soluzioni a isola, che costringono le tipografie a usare solo determinati hardware e software se vogliono mantenere il loro flusso di lavoro automatizzato. Per questo motivo, alla FESPA Barcelona 2026, il Gruppo Durst ha presentato al grande pubblico la sua Open Software Initiative (OSI). Fa parte del progetto Kyveris Sandbox e mette a disposizione API aperte e interfacce documentate per l’integrazione con sistemi MIS, di workflow e di finitura.

L’obiettivo è creare un ecosistema software modulare e indipendente dai produttori nel settore della stampa. Non è ancora chiaro, però, se questo concetto riuscirà ad affermarsi su larga scala. Infatti, richiede requisiti notevoli in termini di integrazione e disciplina dei processi.

In sintesi, si può affermare che l’automazione nel settore della tecnologia pubblicitaria non è tanto una singola tecnologia, quanto piuttosto un approccio strategico. I flussi di lavoro digitali, i sistemi DAM e MIS, così come i software di produzione integrati, possono aumentare notevolmente l’efficienza e la qualità. Questo vale soprattutto quando, grazie all’intelligenza artificiale, è possibile rendere fruibili dati complessi e utilizzarli per una pianificazione lungimirante.

Tutti gli investimenti nel miglioramento dei flussi di lavoro richiedono però investimenti, processi chiari e collaboratori qualificati e motivati. Per le aziende più piccole, il passaggio può avvenire gradualmente, ad esempio automatizzando singole fasi del processo. È indiscutibile che i flussi di lavoro digitali siano diventati un fattore competitivo fondamentale nel settore della grafica pubblicitaria e della stampa digitale.