Mentre FESPA mantiene la certificazione ISO per la gestione sostenibile degli eventi per il terzo anno consecutivo e si prepara per il suo evento di punta a Barcellona a maggio, Graeme Richardson-Locke, Head of Associations & Technical Lead di FESPA, sottolinea l’importanza dei punti di prova quando si fanno affermazioni sulla sostenibilità…
Sebbene la sostenibilità sia diventata uno degli argomenti più discussi nel settore della stampa, a volte viene fraintesa. Troppo spesso viene utilizzata come un esercizio di marketing o ridotta a titoli di giornale difficili da comprovare. Tuttavia, noi di FESPA siamo impegnati non solo a spostare la conversazione dalle aspirazioni alle prove, ma anche a dare il buon esempio.
A livello macro, la direzione di marcia è chiara. Il Green Deal europeo ha fissato l’ambizione generale della neutralità del carbonio, che ora si sta traducendo in requisiti tangibili attraverso la regolamentazione. Iniziative come le direttive sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale stanno iniziando a definire il modo in cui le aziende devono misurare, gestire e comunicare il loro impatto ambientale.

Questo segna una transizione importante, in quanto entriamo in quella che potremmo definire l’era della responsabilità: non è più sufficiente, o accettabile, fare ampie affermazioni sulla sostenibilità. Le aziende devono essere in grado di dimostrarle. In poche parole: se non puoi dimostrarlo, non dovresti dichiararlo.
La misurazione è fondamentale
Le aziende non possono ottenere operazioni sostenibili da un giorno all’altro. Al contrario, possono sviluppare pratiche di gestione approfondite e migliori nel corso del tempo. Il punto di partenza, quindi, è più accessibile di quanto possa sembrare a prima vista.
Comprendere i consumi energetici, identificare i punti critici dell’attività e stabilire KPI significativi sono i primi passi pratici che le aziende possono e devono compiere per passare a pratiche più sostenibili. Da qui, si possono apportare miglioramenti incrementali e, cosa fondamentale, registrarli. Nel corso del tempo, questo crea un insieme di prove che dimostrano un reale progresso.
Evita il greenwashing
Questo approccio aiuta anche ad affrontare una delle sfide più persistenti del settore: il greenwashing. Le affermazioni fuorvianti, sia intenzionali che accidentali, minano la fiducia e creano confusione nei clienti. Ad esempio, termini come “eco-print” o “compostabile” sono spesso utilizzati senza una chiara qualificazione, il che porta a fraintendimenti sulle prestazioni reali.
Le comunicazioni sulla sostenibilità devono basarsi sulla gestione, sulla misurazione e sui risultati, non su affermazioni ampie e non verificate. Concentrandosi su una comunicazione basata sui dati, piuttosto che su messaggi di marketing, le aziende possono evitare questa trappola.
Confronti sostenibili
Raramente esiste una risposta semplice alla domanda su quale soluzione sia “più sostenibile”, perché il contesto conta. Ad esempio, un banner in PVC progettato per un uso prolungato all’esterno può, in alcuni casi, essere più efficiente dal punto di vista delle risorse rispetto a un’alternativa di minore durata che richiede frequenti sostituzioni.
Ecco perché il pensiero binario può essere problematico. La domanda più utile non è quale prodotto sia intrinsecamente “migliore”, ma quale sia il più appropriato per l’applicazione prevista. Le aziende di stampa hanno un ruolo chiave in questo senso, perché possono guidare i clienti verso decisioni consapevoli basate sulla durata, sul caso d’uso e sul ciclo di vita.
Questo ruolo di consulenza crea anche un’opportunità per gli stampatori. Il settore è stato a lungo guidato dalla concorrenza sui prezzi, che spesso ha portato alla commoditizzazione e alla riduzione dei margini. La sostenibilità offre un modo per cambiare questa dinamica. Investendo tempo e impegno nella comprensione dei materiali, dei processi e degli impatti, le aziende possono differenziarsi grazie alle competenze, piuttosto che al solo prezzo.
Un cambiamento di mentalità
Ricerche come l’ultimo rapporto Print Census di FESPA (pubblicato nel maggio 2026) indicano che, sebbene ci sia un forte interesse per la sostenibilità, l’adozione è meno consistente, soprattutto tra le aziende più piccole. In molti casi, la domanda dei clienti è percepita come bassa e questo limita la volontà di investire.
Questo crea una sfida strategica. Aspettare la domanda non è di per sé un approccio sostenibile. Al contrario, le aziende dovrebbero plasmare attivamente la domanda educando i clienti e offrendo alternative più adatte e, laddove possibile e appropriato, a basso impatto. In questo modo, passano da fornitori reattivi a partner proattivi.
FESPA e la sua comunità
In FESPA, il nostro ruolo è quello di sostenere questa transizione fornendo una guida pratica e accessibile alla nostra comunità. Quest’anno (2026) abbiamo lanciato la nostra ultima guida sulla sostenibilità, intitolata “Capire ed evitare il greenwash” e prima di allora (nel 2024) abbiamo pubblicato tre guide sulla legislazione in materia di sostenibilità, intitolate: “Calcolo del carbonio”, “Guida agli schemi di certificazione sostenibile” e “Glossario dei termini”. Nelle nostre guide comunichiamo in modo chiaro ed empatico, perché sappiamo che la sostenibilità può essere difficile e richiede tempo per essere compresa e implementata, soprattutto perché le normative sono in continua evoluzione.

I miglioramenti incrementali sono realizzabili e ogni passo avanti costituisce una base per il successivo. Insieme, la comunità FESPA – e non solo – sta costruendo un racconto credibile che può essere condiviso con i clienti e gli stakeholder.
In definitiva, la sostenibilità fa parte di uno sviluppo più ampio che prevede la misurazione del modo in cui le aziende di stampa operano. Coloro che abbracciano questo cambiamento, raccogliendo dati e dimostrando trasparenza, saranno meglio posizionati per affrontare le sfide e le opportunità che ci attendono.