Abbiamo parlato con Luke Wildey – ex tipografo e ora responsabile dello sviluppo nel team di stampa di Howden – su come assicurarti di avere la giusta copertura assicurativa.
L’assicurazione aziendale, soprattutto per le tipografie, può essere una questione davvero complicata. Ma quando si tratta di assicurarti che la copertura che hai sia adeguata, c’è una regola fondamentale: l’onestà è davvero la chiave per la migliore polizza assicurativa.
“In linea di massima, tutto si riduce a far sì che il tuo broker sia onesto. Ma per farlo, devi assicurarti di dichiarare il più possibile, perché le compagnie assicurative valutano attentamente le richieste di risarcimento e si aspettano informazioni complete e accurate”, afferma Luke Wildey, responsabile dello sviluppo del team Print di Howden Insurance.
“Se non sei onesto, finirai per perdere soldi o per vederti negato il risarcimento. Quindi, più il tuo broker sa, meglio è. Sì, potrebbe darti qualche grattacapo, ma una volta all’anno, esamina la tua polizza assicurativa insieme al tuo broker.”
“Inoltre, valuta attentamente il tuo broker. Non dare per scontato che capiscano la tua attività: in genere non è così. Chiedi loro qualcosa che chi conosce bene la tua attività dovrebbe sapere: la differenza tra laminazione e incapsulamento, per esempio. Fallo di persona, così non potranno usare Copilot o ChatGPT. Verifica se capiscono davvero la tua attività o meno.”
Informazioni privilegiateLa competenza specifica nel settore assicurativo è uno dei campi in cui Luke si distingue dagli altri broker assicurativi. Luke ha iniziato la sua carriera presso Visual Impact a Londra, lavorando per clienti come Capita, BBC Worldwide e Hamley’s, prima di dedicarsi a numerosi progetti per la catena di negozi The Range. Grazie alle sue conoscenze, Luke riesce a mettere subito in riga qualsiasi cliente che non segua i suoi consigli in materia di piena trasparenza e divulgazione delle informazioni.
«Per esempio, so per esperienza diretta che è molto più facile rimuovere le grafiche già presenti sulle finestre usando una pistola ad aria calda e una lama o un raschietto con un po’ di alcol isopropilico», dice Luke.
“Quindi, quando qualcuno mi dice che si occupa di grafica per vetrine e che non fa quello che nel gergo assicurativo si chiama ‘lavoro a caldo’ – che agli occhi degli assicuratori rappresenta un rischio – mi viene subito da metterlo in discussione. Lo stesso vale per la grafica su veicoli. Gli assicuratori vogliono che…
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