Evert Delbanco di Flint Group Packaging Solutions interverrà alla Corrugated Conference nell’ambito di Corrugated 2026. In questo blog spiega come la conformità normativa per gli inchiostri da imballaggio stia passando da un approccio reattivo, basato sul semplice rispetto dei requisiti, a un modello strategico di “conformità e oltre”. In un contesto regolato dai quadri normativi dell’UE e dagli standard specifici dei marchi, il successo richiede ormai una valutazione dei rischi tempestiva e basata su dati scientifici. Anticipando restrizioni come i divieti sui PFAS, i produttori possono trasformare i vincoli legali in un catalizzatore per l’innovazione e la creazione di prodotti pronti per il mercato.
Come le normative stanno ridefinendo il futuro degli inchiostri e dei rivestimenti per imballaggi
Il panorama normativo sugli imballaggi nel 2026 è tutt’altro che semplice, ma esiste comunque una struttura generale. Un quadro legislativo completo disciplina già come devono comportarsi i materiali a contatto con gli alimenti e in altre applicazioni di imballaggio. Al centro c’è il regolamento quadro dell’UE sui materiali a contatto con gli alimenti, integrato da normative chimiche come REACH e CLP, oltre a una serie sempre più ampia di iniziative locali e trasversali su PFAS, microplastiche e sostenibilità. Anziché allentarsi, questi requisiti stanno diventando sempre più restrittivi, rendendo la conformità futura ancora più impegnativa per i fornitori che operano su scala globale.
La responsabilità condivisa lungo tutta la catena del valore
La conformità normativa nel settore degli inchiostri e dei rivestimenti non è di competenza di un unico soggetto, ma riguarda l’intera catena del valore del packaging, comprendendo i fornitori di materie prime, i formulatori di inchiostri e rivestimenti, i trasformatori e i proprietari dei marchi.
I fornitori di materie prime devono garantire che le loro sostanze siano conformi alla normativa chimica, come REACH e CLP, e fornire i dati su cui fanno affidamento gli utenti a valle. I produttori di inchiostri e rivestimenti, a loro volta, devono valutare la sicurezza delle formulazioni, il comportamento di migrazione e l’idoneità alle applicazioni previste. I trasformatori hanno l’obbligo di controllare come questi prodotti vengono utilizzati negli ambienti di produzione, assicurandosi che le condizioni di stampa rispettino le specifiche previste per l’uso finale. Infine, i proprietari dei marchi hanno la responsabilità ultima di immettere sul mercato imballaggi conformi, spesso imponendo standard interni aggiuntivi che vanno oltre gli obblighi di legge. Ognuna di queste fasi è interdipendente e qualsiasi anello debole della catena può compromettere sia la conformità che la fiducia dei consumatori.
I tre pilastri del quadro normativo
In pratica, la conformità si basa su tre pilastri interconnessi. Il primo è la conformità legale. Questa include le normative sulla sicurezza chimica come REACH e CLP, oltre alle regole sul contatto con gli alimenti come il Regolamento quadro dell’UE e le sue controparti nazionali. Per chi sviluppa inchiostri e opera su più mercati internazionali, la mancanza di armonizzazione tra le diverse giurisdizioni rappresenta una complicazione significativa, poiché le normative che regolano ogni aspetto, dai test di migrazione alle restrizioni su sostanze specifiche, possono variare da paese a paese. Questo costringe ad adottare strategie complesse in materia di formulazione e gestione dei dati per mantenere l’accesso al mercato globale.
Il secondo pilastro è la conformità dei titolari dei marchi. Molte multinazionali hanno sviluppato le proprie politiche interne di gestione delle sostanze chimiche che vanno oltre quanto previsto dalla legge. Questi quadri normativi spesso limitano l’uso di ulteriori sostanze, impongono limiti di migrazione più rigorosi o applicano criteri di sostenibilità che riflettono la responsabilità sociale d’impresa e le aspettative dei consumatori. Soddisfare questi requisiti su misura è diventato un fattore chiave di differenziazione per i fornitori che puntano a diventare partner preferenziali all’interno dei portafogli dei marchi globali.
Il terzo pilastro è l’impegno autonomo, in cui i produttori stabiliscono volontariamente standard interni che vanno oltre i requisiti di legge e le aspettative dei clienti. Ciò può includere la sostituzione proattiva di sostanze che potrebbero essere soggette a restrizioni future, investimenti in test tossicologici o la partecipazione a programmi di gestione responsabile del settore. Questo può aiutare a mitigare i rischi e consentirà alle aziende di anticipare meglio gli orientamenti politici.
Verso la previsione normativa
I tempi in cui la gestione normativa poteva limitarsi a reagire sono finiti. Oggi, per garantire la conformità, è fondamentale avere lungimiranza e anticipare i nuovi sviluppi. Oltre a tenersi aggiornati sulle ultime modifiche normative, essere proattivi significa anche partecipare attivamente alle associazioni e ai gruppi di settore, dare il proprio contributo alle consultazioni e collaborare con le autorità di regolamentazione per aiutare a definire politiche realistiche e basate su dati scientifici.
Prevedere in anticipo riduce anche i disagi. Integrando competenze tossicologiche e valutazioni sulla migrazione nei flussi di lavoro di ricerca e sviluppo e monitorando costantemente il panorama normativo, i produttori di inchiostri e rivestimenti possono progettare le loro gamme di prodotti in base ai requisiti futuri. Sistemi strutturati di approvazione delle materie prime e la collaborazione con i fornitori fanno tutti parte di una moderna strategia di conformità che trasforma gli obblighi normativi in un’opportunità.
Cosa significa tutto questo nella pratica
Sebbene il crescente numero di normative possa sembrare limitante, può anche favorire l’innovazione nei settori della stampa e dell’imballaggio. Essere tra i primi a rispettare (o addirittura superare) i requisiti può offrire un chiaro vantaggio commerciale, dato che i clienti preferiscono sempre più spesso partner in grado di dimostrare un approccio trasparente e consapevole alla sicurezza delle sostanze chimiche e degli imballaggi.
Quando la conformità viene integrata sin dalle prime fasi dello sviluppo del prodotto, può effettivamente accelerare il processo. La riduzione delle sorprese nelle fasi finali porta a un minor numero di riformulazioni d’emergenza e di ritiri dal mercato. Una valutazione dei rischi basata su dati scientifici può rivelare modi più sicuri o più efficienti di utilizzare sostanze chimiche alternative che altrimenti potrebbero sfuggire. Avere dei quadri di riferimento interni chiari permette ai team di ricerca e sviluppo di esplorare nuove possibilità entro limiti ben definiti, invece di dover destreggiarsi tra regole mutevoli di volta in volta.
È proprio questa prospettiva di “conformità e oltre” che verrà approfondita alla FESPA 2026, dove Evert Delbanco, responsabile della gestione dei progetti normativi globali e tossicologo del gruppo presso Flint Group Packaging Solutions, analizzerà il quadro giuridico e scientifico che riguarda inchiostri e rivestimenti. Dall’ordinanza tedesca sugli inchiostri da stampa e dai divieti sui PFAS ai requisiti in continua evoluzione in materia di etichette ecologiche e strategie sulle sostanze chimiche, Evert analizzerà a fondo i cambiamenti chiave nel panorama degli inchiostri e dei rivestimenti, e mostrerà come un approccio rigoroso e basato sulla scienza possa trasformare la conformità da un vincolo a un catalizzatore per l’innovazione.
La presentazione di Evert, intitolata “Conformità e oltre: comprendere il quadro normativo che riguarda inchiostri e rivestimenti”, si terrà giovedì 21 maggio alle 12.00 alla FESPA 2026 di Barcellona.