Con il digital signage che sta entrando in una fase più matura e l’European Sign Expo 2026 alle porte, Alberto Masserdotti, membro del consiglio di amministrazione della FESPA e CEO del Gruppo Masserdotti, spiega come le aziende possano sviluppare strategie di digital signage in grado di garantire pertinenza, resilienza e un vero ritorno sull’investimento…

Negli ultimi anni, il mercato del digital signage è entrato in una nuova fase di maturità. Dopo un periodo di rapida crescita, il settore si è stabilizzato, permettendo ai marchi di fermarsi un attimo, fare il punto della situazione e riflettere in modo più strategico su come gli schermi digitali si inseriscano nei loro obiettivi comunicativi e commerciali più ampi. Tuttavia, anche se il mercato si sta stabilizzando, l’innovazione no.

Uno degli sviluppi più significativi che stanno plasmando il digital signage oggi è proprio la tecnologia dei display. L’arrivo dei nuovi schermi a LED – in particolare quelli che usano la tecnologia microLED – ha rivoluzionato le possibilità negli spazi pubblici. Queste soluzioni offrono prestazioni visive straordinarie, riducendo al contempo in modo significativo il consumo energetico rispetto agli schermi tradizionali. Dato che i marchi e le sedi degli eventi cercano di ridurre il loro impatto ambientale, l’efficienza sarà più importante che mai.

Modalità multiuso

Tuttavia, la tecnologia da sola raramente è il fattore decisivo per il successo di un progetto di digital signage. Secondo la mia esperienza, la sfida più grande per le aziende non è scegliere l’hardware o il software giusto, ma individuare il modello di business più adatto. Alcune organizzazioni vedono il digital signage principalmente come una fonte di guadagno basata sulla pubblicità, mentre altre puntano sull’autopromozione, sull’informazione o sul racconto del marchio. Nessuno dei due approcci è di per sé sbagliato, ma ognuno ha implicazioni finanziarie diverse.

Ciò che conta davvero è che il modello scelto sia scalabile e sostenibile. Senza una struttura finanziaria che sostenga la crescita nel tempo, anche l’implementazione di digital signage più impressionante rischia di fallire prematuramente. Una visione chiara dei costi, del potenziale di ricavi e del ritorno sull’investimento a lungo termine è essenziale se si vuole considerare il digital signage come una risorsa strategica piuttosto che come un esperimento a breve termine.

Messaggistica in tempo reale

Il vero punto di forza del digital signage sta proprio nella sua capacità di indirizzare i contenuti in modo dinamico. A differenza della carta stampata o di altri mezzi statici, il digital signage può personalizzare i messaggi per un pubblico specifico in tempo reale. Questa capacità è uno dei maggiori punti di forza di questo mezzo, eppure rimane ancora poco sfruttata.

Per sfruttare appieno questo potenziale, i brand devono essere disposti ad adattare le loro strutture interne e i processi di marketing. Hanno bisogno di team, dati e modelli decisionali che permettano ai contenuti di cambiare in base al comportamento del pubblico, alla posizione geografica o all’ora. Al momento, l’adozione di questo tipo di approccio avanzato e mirato procede a rilento, non perché manchi la tecnologia, ma perché richiede un approccio alla comunicazione più sofisticato e basato sui dati rispetto a quello che molte organizzazioni sono attualmente in grado di offrire.

Adatto allo scopo

Quando si considera il rapporto tra digital signage e stampa, è importante mantenere la lucidità. La tecnologia di stampa non influenza direttamente l’evoluzione del digital signage, ma continua a svolgere un ruolo in due modi specifici. Innanzitutto, la stampa viene spesso utilizzata a scopo decorativo, in particolare in strutture fisiche come i totem, che ospitano schermi digitali. In secondo luogo, la stampa funge da utile termine di paragone quando si valutano i modelli di business. I costi tradizionali associati ai materiali stampati o ai lightbox possono essere messi a confronto con la flessibilità, il potenziale dei contenuti e le opportunità di guadagno offerte dal digital signage, il che aiuta chi prende le decisioni a capire dove conviene investire.

A sostegno degli obiettivi a lungo termine

In definitiva, per le aziende che vogliono investire nel digital signage, il punto di partenza più importante è una strategia di comunicazione chiara. Senza questa, è impossibile mettere a punto un piano aziendale solido in grado di prevedere ricavi sostenibili su un arco di tre anni. Capire cosa può fare la tecnologia è relativamente facile; capire come questa possa supportare gli obiettivi a lungo termine del marchio è molto più importante.

I marchi devono inoltre sviluppare una visione chiara su come intendono utilizzare i dati generati dalle reti di digital signage. Se i dati vengono considerati solo come uno strumento di autopromozione, gran parte del loro valore va perso. Se utilizzati in modo strategico, invece, possono contribuire a definire strategie di contenuto più ricche, migliorare il coinvolgimento del pubblico e aprire nuove opportunità commerciali.

Il digital signage mette in sintonia tecnologia, contenuti, dati e strategia aziendale per creare esperienze a basso impatto ambientale, pertinenti e misurabili. Le organizzazioni che affrontano l’adozione del digital signage con questa mentalità saranno nella posizione migliore per ottenere un ritorno sull’investimento significativo e un impatto a lungo termine.

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